Vivere sovrappensiero - Le distrazioni nel buddhismo e nella scienza

Le distrazioni nel buddhismo e nella scienza

Studio sulle distrazioni nel buddhismo e nella scienza; approfondimento sul. concetto buddhista di papañca, le proliferazioni mentali

22 Marzo 2021

Presento qui uno studio del 2018 sulle distrazioni nel buddhismo e nella scienza, analizzando il perdersi nei pensieri e i pensieri disturbanti, in inglese chiamati “mind wandering” e “perseverate cognition“. Riprendendo la presentazione dall’introduzione:

Siamo in automobile, stiamo andando al lavoro seguendo la strada che facciamo tutti i giorni. Sebbene sia una bella giornata, il panorama è sempre il solito e così iniziamo a pensare a come sia noioso guidare, e come lo sia anche di più il nostro lavoro, che avremmo fatto bene ad accettare quell’offerta all’estero, ma chissà se i nostri figli sarebbero stati contenti… Ah, i figli! Staranno studiando? In quel momento riportiamo l’attenzione sulla strada e ci troviamo molti chilometri dall’ultimo luogo di cui abbiamo ricordo… come avremo fatto ad arrivarci?

Oppure, può essere fonte di avventure domestiche, andando in cucina, aprendo un’anta e sentendo l’odore della cannella, una spezia molto usata in Tunisia, e chiedendosi da quanto tempo non ci si va, e l’attimo dopo trovarsi al computer a comprare un biglietto aereo!

La nostra mente non si accontenta di rimanere legata alle attività che stiamo facendo, al luogo e al momento in cui ci troviamo, per cui sovente si “scollega” generando pensieri in libertà, spesso in lunghe catene e spesso riducendo l’attenzione a ciò che stiamo facendo. Ci si può quindi ragionevolmente porre delle domande: Quanto la mente è finalizzata all’esecuzione di compiti? Quanto lo è lo strumento che permette la pianificazione di azioni che verranno poi eseguite dal nostro corpo? E, in ultima analisi, quanto la mente è “nostra”, ovvero nostro strumento e nostra fonte di identità? È salutare lasciare la mente in libertà?

Lo studio parte dalle ricerche della neuroscienza e della psicologia per approfondire in modo particolare la visione buddhista delle distrazioni e sulle proliferazioni mentali, in lingua Pāli chiamate papañca.

Guardati dal pensiero tortuoso
e fai attenzione a tutto quello che pensi.
Rinuncia al pensiero indisciplinato
e coltiva ciò che è salutare.

Dhammapada, 233

Sono analizzati diversi sutta, tra cui il Madhupindika Sutta – il buon boccone di miele, MN 18, il Dvedhavitakka Sutta – due specie di pensiero, MN 19, il Vitakkasanthana Sutta – la rimozione dei pensieri distraenti, MN 20, il Sakka-pañha Sutta – le domande di Sakka, DN 21e numerosi altri.

L’obiettivo è quello di fornire una mappa di tutti gli aspetti collegati alle distrazioni e alle proliferazioni, per capirne più profondamente l’impatto verso le azioni non salutari e sulla pratica quotidiana.

Elaborazione a partire da MN 18, SNp 4.11, DN 21, khandha, SN 12.2 paṭicca samuppāda. In giallo gli elementi legati al mind wandering, in celeste lo snodo verso le azioni non salutari

Vivere soprappensiero – le distrazioni nel buddhismo e nella scienza

Lo studio, di circa 100 pagine, è scaricabile da questa pagina.

Photo by Dan Asaki on Unsplash

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