Meditazione di samatha: mantenere il respiro nella mente

Traduzione della meditazione sul mantenere il respiro nella mente, di Ajahn Lee, un eccellente modo di calmare la mente e il corpo per consentire la visione profonda.

5 Settembre 2020

Riportiamo qui la traduzione di un importante metodo di meditazione di calma concentrata, o samatha, così come insegnato da uno dei monaci più importanti della tradizione Thailandese della Foresta, Ajahn Lee Dhammadharo (nella foto).

Il testo qui tradotto (a partire dalla traduzione dal Thai in Inglese di Thanissaro Bhikkhu), è ripreso dal testo “Keeping the Breath in Mind and Lessons in Samadhi“, un importante compendio alle tecniche meditative basate sul respiro.

La meditazione che segue è opportuno praticarla non soltanto una volta ma, come tutte le altre ed ancora di più, praticarla per diversi giorni in modo da poterla interiorizzare. A quel punto può diventare una pratica preliminare delle altre meditazioni che andremo a fare. Questa meditazione samatha può calmare la mente in modo da consentire la visione profonda della meditazione vipassana.

Non posso che essere pieno di gratitudine per questo monaco che, dall’altra parte del mondo, ci ha lasciato questo importante insegnamento!

Secondo Metodo, di Ajahn Lee Dhammadharo

Ci sono sette passi:

1. Iniziamo con tre o sette lunghi respiri, inspirando ed espirando, pensando bud- inspirando e duo espirando. Portiamo la sillaba di meditazione lungo tutto il respiro. 

2. Diventiamo chiaramente consapevoli di ogni respiro, di ogni inspirazione e ogni espirazione.

3. Osserviamo il respiro mentre entra ed esce, osservando se è confortevole o scomodo, ampio o limitato, ostruito o fluido, veloce o lento, corto o lungo, caldo o fresco. Se il respiro non sembra confortevole, regoliamolo finché non lo diventa. Per esempio, se respirare con lunghe inspirazioni ed espirazioni non è confortevole, proviamo a respirare con inspirazioni ed espirazioni corte. 

Non appena troviamo che il respiro diventa confortevole, permettiamo a questa sensazione confortevole del respiro di diffondersi alle diverse parti del corpo. Per iniziare, inaliamo la sensazione del respiro alla base della testa e lasciamola fluire fino in fondo alla spina dorsale. Poi, se siamo uomini, lasciamola diffondersi lungo la gamba destra fino alla pianta del piede, alla fine delle dita del piede, e in aria. Inaliamo  la sensazione del respiro di nuovo alla base della testa e lasciamola scendere lungo la spina dorsale, giù lungo la gamba sinistra fino alla fine della punta del piede, e in aria. (Se siamo donne, iniziamo con il lato sinistro, poiché il sistema nervoso degli uomini e delle donne è diverso)

Quindi lasciamo che il respiro dalla base della testa si diffonda su entrambe le spalle, oltre i gomiti e i polsi, fino alla punta delle dita e fuori nell’aria.  

Lasciamo che il respiro alla base della gola si diffonda lungo il nervo centrale nella parte anteriore del corpo, oltre i polmoni e il fegato, fino alla vescica e al colon.

Inspiriamo proprio al centro del torace e lasciamolo scendere fino all’intestino. 

Lasciamo che tutte queste sensazioni del respiro si diffondano in modo che si colleghino e fluiscano insieme e sentiremo un senso di benessere notevolmente migliorato.

4. Impariamo i quattro modi di regolare il respiro:

a. Inspirazione lunga ed espirazione lunga, 

b. Inspirazione lunga ed espirazione corta, 

c. Inspirazione corta ed espirazione lunga, 

d. Inspirazione corta ed espirazione corta. 

Respiriamo in qualunque modo ci sia più confortevole. O, ancor meglio, impariamo a respirare comodamente in tutti e quattro i modi, poiché la nostra condizione fisica e il nostro respiro cambiano continuamente. 

5. Acquisiamo familiarità con le basi, o punti focali, della mente i punti di riposo del respiro – e centriamo la consapevolezza su qualunque sia quello che  sembra più comodo. Alcune di queste basi sono:

a. la punta del naso,

b. il centro della testa,

c. il palato,

d. la base della gola,

e. lo sterno (la punta dello sterno),

f. l’ombelico (o un punto appena sopra di esso).

Se soffriamo di frequenti mal di testa o problemi nervosi, non concentriamoci su nessun punto sopra la base della gola. E non cerchiamo di forzare il respiro o di entrare in trance. Respiriamo liberamente e naturalmente. Lasciamo che la mente sia a suo agio con il respiro, ma non fino al punto in cui ci sfugge.

6. Facciamo diffondere la nostra consapevolezza − il nostro senso di sensazione cosciente − in tutto il corpo.

7. Uniamo le sensazioni del respiro in tutto il corpo, lasciandole fluire insieme comodamente, mantenendo la tua consapevolezza il più ampia possibile. Una volta che saremo pienamente consapevole degli aspetti del respiro che già conosciamo nel corpo, arriveremo a conoscere anche tutti i tipi di altri aspetti. Il respiro, per sua natura, ha molte sfaccettature: sensazioni del respiro che fluiscono nei nervi, quelle che fluiscono intorno e che riguardano i nervi, quelle che si diffondono dai nervi verso tutti i pori. Le sensazioni benefiche del respiro e quelle dannose si mescolano per loro stessa natura.

Riassumendo: (a) per il bene di migliorare l’energia già esistente in ogni parte del corpo, in modo che possiamo affrontare situazioni come malattie e dolore; e (b) per il bene di rendere chiara la conoscenza già presente in noi, in modo che possa diventare la base per le abilità che portano alla liberazione e alla purezza del cuore – dovremmo sempre tenere a mente questi sette passaggi, perché sono assolutamente fondamentali per ogni aspetto della meditazione sul respiro. Quando li avremo padroneggiati, avremo aperto una strada principale. Per quanto riguarda le strade secondarie − gli aspetti collaterali della meditazione sul respiro − ce ne sono molte, ma non sono veramente importanti. Saremo perfettamente al sicuro attenendoci a questi sette passaggi e praticandoli  il più possibile.

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