Osservare le sensazioni

Considerazioni sull’importanza della contemplazione delle sensazioni, vedanā.

12 Settembre 2020

Un aspetto che il Buddha ha insegnato più volte come essenziale per la pratica è la consapevolezza delle sensazioni, “vedanā” in lingua Pali. Nel linguaggio del Buddha, sono le  sensazioni di piacevole, spiacevole, né piacevole né spiacevole, che si manifestano quando uno degli organi sensoriali entra in contatto con un oggetto, fornendo il “colore” di quel contatto, il tono edonico.

Sono il secondo dei cinque aggregati, i khandha, insieme a rupa, forma; sañña, le percezioni (il riconoscimento dell’oggetto); saṅkhāra, le formazioni mentali; viññana, la coscienza sensoriale.

Sono anche un elemento importante degli anelli della catena della produzione condizionata, paṭicca samuppāda, la serie di passaggi che partendo dall’ignoranza arriva alla nascita e alla morte. Le sensazioni sono prodotte, sostenute, dal contatto, phassa, e producono, e qui sta il punto critico, taṇhā, la brama, e quindi upādāna, l’attaccamento, che come dice la seconda Nobile Verità, è la fonte del dolore e dell’insoddisfazione, dukkha.

Osservando le sensazioni, che sono del tutto naturali ed ineludibili, si può però impedire la manifestazione della brama e quindi spezzare la catena che porta all’attaccamento, al dolore, a nascita e morte. 

Essendo un aspetto così centrale, non ci stupisce che nel satipatthana sutta, il Discorso sui Quattro Fondamenti della Consapevolezza, vera e propria mappa della meditazione buddhista, una intera sezione su quattro sia presa dalla contemplazione delle sensazioni.

È quindi essenziale imparare a conoscere le sensazioni e anziché farci dominare dal primo impatto, quel tono edonico che poi trasforma il resto dell’esperienza conoscitiva, possiamo renderlo cosciente e osservarlo come una cosa impermanente di cui non è detto che possiamo fidarci.

Qui potete trovare una meditazione guidata sul sorgere delle sensazioni e lasciarle andare: https://terrapura.it/podcast/meditazione-sul-sorgere-delle-sensazioni-e-come-lasciarle-andare/

Qui una riflessione di Dharma su come rendere amiche le sensazioni: https://terrapura.it/podcast/riflessioni-di-dhamma-su-come-rendere-le-sensazioni-nostre-amiche/

Un buon modo che ho sperimentato per praticare l’osservazione di vedanā è quello di passeggiare ponendo attenzione al presentarsi delle sensazioni quando un oggetto viene in contatto con la vista. È un processo molto veloce, non facile da osservare, ma che può davvero aprire un mondo!

E voi che esperienza avete fatto della pratica delle sensazioni?

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