Meditazione anapanasati sulle sensazioni

Ep. 111 Meditazione anapanasati sulle sensazioni

Meditazione anapanasati sulle sensazioni, osservandole e calmandole, seguendo i metodi sette e otto dell'anapanasati sutta

17 Aprile 2021

Con questa meditazione anapanasati sulle sensazioni continuiamo a praticare i metodi descritti nell’Anapanasati sutta, il discorso del Buddha sulla consapevolezza del respiro, e in particolare i punti sette e otto:

  • 7. “Sperimentando le funzioni mentali io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 
  • 8. “Calmando le funzioni mentali io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.

Osservando le sensazioni che si muovono nel corpo e nella mente, possiamo davvero sperimentarle e conoscerle. Spesso la nostra mente è agitata dagli oggetti fisici e mentali con cui veniamo in contatto, ma non ne siamo del tutto consapevoli, per cui vediamo solo il risultato finale di questo contatto, che sembra quasi scaturito per magia, o per caso. Potrebbe accadere che si presenta in noi una memoria di un episodio difficile (un oggetto mentale) e che da quella memoria scaturiscano tutta una serie di pensieri, una proliferazione mentale, in lingua pāli chiamata papañca, che alla fine ci porta a pensare cose come “quanto sono infelice!”, “mi sento triste…”. In realtà questa infelicità, questa tristezza sono del tutto illusori, prodotti proprio da quel semplice pensiero iniziale che, se fosse stato conosciuto e riconosciuto – possiamo dire: “sperimentato”, sarebbe stato del tutto innocuo. Allo stesso modo potrebbe essere qualcosa che abbiamo visto o sentito (un oggetto fisico) che ha scatenato questa ridda di pensieri, di sensazioni che sentiamo come fastidiose, dolorose, nostre nemiche.

Con questa tecnica di meditazione, si vuole interrompere questa catena di poca consapevolezza provando invece a riconoscere direttamente cosa sta avvenendo nella nostra mente, nel nostro corpo, accogliendo tutto quello c’è. Le parole chiave di questo metodo meditativo sono proprio riconoscere e accogliere. Una volta che ci permettiamo di osservare le cose come sono, compresa la nostra mente, possiamo anche permetterci di accogliere quello che troviamo senza considerarlo più un nemico, qualcosa da sopprimere. Sono semplice cose che ci sono, come quando camminando per strada incontriamo persone, alberi, case senza pensare che sono nostri o che ci possano dare la felicità. Come ben espresso in versi dal Buddha:

In qualsiasi circostanza le buone persone
[lasciano andare (l’attaccamento e l’avversione].
I buoni non parlano desiderando il piacere.
Toccàti ora da piacere, ora da dolore,
i saggi né si esaltano né si abbattono.

Dhammapada, verso 83. Traduzione di Francesco Sferra, da “La Rivelazione del Buddha”, a cura di Raniero Gnoli

Meditazione anapanasati sulle sensazioni

La prima parte della meditazione è uguale a quella della meditazione anapansati su gioia e la felicità.

In questa meditazione ripercorriamo i primi otto passi dell’anapanasati sutta. Manterremo per tutto il tempo l’attenzione sul processo del respiro; qualora ci distraessimo, semplicemente e con gentilezza torniamo al respiro. 

  1. Troviamo una posizione comoda, con la schiena più eretta che ci riesce. Possiamo fare degli allungamenti verso l’alto con la schiena per favorire questa posizione. Possiamo anche muovere la testa a destra e a sinistra allungandola verso l’alto, in modo che anche la testa sia allineata alla schiena. Possiamo quindi lasciare andare il corpo, in modo che si sostenga da solo. 
  2. Portiamo quindi l’attenzione sul respiro. Possiamo fare tre lunghi respiri per facilitare questa consapevolezza. 
  3. Inspirando ed espirando, osserviamo quando il respiro è breve e quando il respiro è lungo. Ogni respiro è unico, una volta terminato non ci sarà più, quindi prestiamo massima attenzione a come avviene. Se ci sono pensieri e distrazioni, lasciamoli gentilmente andare, senza seguirli. 
  4. Inspirando ed espirando siamo consapevoli di tutto il corpo. Portiamo così l’attenzione su tutto il corpo, osservando dalla cima della testa alla pianta dei piedi che sensazioni ci sono. Alla fine, portiamo l’attenzione su tutto il corpo. 
  5. Inspirando ed espirando calmiamo e rassereniamo l’intero corpo. Portiamo così calma e serenità in ogni parte del corpo, inspirando energia ed espirando calma in ogni parte del corpo che ne abbia bisogno, fino a far pervadere il corpo di calma.
  6. Inspirando ed espirando proviamo gioia. Proviamo la gioia di poter essere in meditazione qui, in questo momento, al sollievo di poterci dedicare a noi, lasciando andare le tensioni e le complicazioni della giornata. Portiamo l’attenzione su un punto dove proviamo questa gioia e, respiro dopo respiro, sentiamola crescere. 
  7. Inspirando ed espirando siamo felici. Sentiamo com’è quando abbiamo lasciato andare le tensioni e le preoccupazione della giornata, sentendo la pace e la felicità di stare qui, semplicemente, senza obblighi, senza fatica. Proviamo la gioia della libertà. Anche questa volta portiamo l’attenzione su un punto dove proviamo felicità e, respiro dopo respiro, permettiamogli di crescere.
  8. Inspirando ed ispirando siamo consapevole delle attività della mente in noi. Osserviamo che sensazioni ci sono in noi, che percezioni stanno arrivando. Qualunque esse siano, portiamole alla luce della consapevolezza; ad esempio, se c’è rabbia, possiamo saperlo: “C’è rabbia in me”.
  9. Inspirando ed espirando calmiamo e rassereniamo le attività della mente in noi. Trasformiamo le sensazioni in energia di pace e gioia. Accettando quello che c’è non proveremo avversione, rimprovero o irritazione.

Meditazione anapanasati sulle sensazioni registrata nel gruppo di meditazione di Terrapura il 16 aprile 2021.

Referenze

Puoi ascoltare qui la meditazione anapanasati su gioia e felicità:

Puoi ascoltare le riflessioni di Dharma sul momento presente che hanno seguito la meditazione:

Photo by Keegan Houser on Unsplash

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