Uomo in meditazione

Ep. 135 Meditazione Satipatthana sull’anatomia del corpo

Meditazione Satipatthana sull'anatomia del corpo, portare consapevolezza su cos'è effettivamente il corpo e aprirci a tutto

19 Giugno 2021

https://soundcloud.com/terrapura-it/ep-135-meditazione-satipatthana-sullanatomia-del-corpo

Questa Meditazione Satipatthana sull’anatomia del corpo è la prima di una serie di meditazioni basate sul Satipatthana Sutta, “I Quattro Fondamenti della Consapevolezza”, il sutta più completo rispetto alle tecniche di meditazione insegnate dal Buddha.

Questa meditazione fa parte del gruppo delle meditazioni sul corpo, esplorando l’anatomia del corpo in modo semplificato, riducendo il corpo a pelle, carne e ossa. Ci permette di entrare in contatto con il nostro corpo e di sviluppare una qualità di non attaccamento ad esso. Al tempo stesso, riempire di consapevolezza il corpo e la mente e aprirci all’investigazione aperta, al vipassana, osservando ogni sensazione che ci proviene dai sensi e dalla mente.

È una meditazione profonda, da approfondire praticandola numerose volte.

Meditazione Satipatthana sull’anatomia del corpo

  1. Dopo aver preso una posizione comoda, con la schiena eretta, possiamo osservare brevemente come stanno il corpo e la mente in questo momento, e possiamo portare alla mente l’intenzione per cui stiamo meditatando
  2. Iniziamo tre scansioni del corpo, rispettivamente per la pelle, la carne e le ossa. Iniziamo osservando la cima della testa, osservando che c’è pelle. Senza sforzarci nel sentire la pelle, ma semplicemente essendo consapevoli che in quel punto c’è pelle.
  3. Continuiamo scendendo nel corpo, osservando in ogni punto che c’è pelle: il viso, il collo, una spalla (destra o sinistra, non importa), il braccio, l’avambraccio, la mano; l’altra spalla, il braccio, la mano; la parte superiore del dorso, la parte inferiore del dorso; la parte superiore della schiena, la parte inferiore della schiena; il fianco (destro o sinistro, non importa), la coscia, la gamba, il piede; l’altro fianco, la coscia, la gamba.
  4. Alla fine, osserviamo come l’intero corpo sia ricoperto dalla pelle. Coltiviamo un’attitudine di non attaccamento nei confronti della pelle, osservandola come se fosse un sacco, in modo equilibrato.
  5. Partendo dall’ultimo punto che abbiamo raggiunto, il piede, percorriamo il percorso al contrario, osservando che in ogni punto c’è carne: muscoli, tendini, organi.
  6. Raggiunta la testa, consapevoli che l’intero corpo è composto da carne, coltiviamo un’attitudine di non attaccamento nei confronti della carne.
  7. Torniamo a scendere dalla testa verso i piedi, osservando in ogni punto che ci sono ossa.
  8. Al termine, consapevoli che l’intero corpo è composto da ossa, coltiviamo un’attitudine di non attaccamento nei confronti delle ossa.
  9. Il corpo è questo: solo pelle, carne e ossa.
  10. Avendo radicato la consapevolezza nell’intero corpo, siamo ora aperti ora alla consapevolezza aperta. Con il punto fermo della consapevolezza dell’intero corpo,  fermamente radicati in questa consapevolezza, siamo pronti ad aprirci alle sei porte sensoriali (i cinque sensi e la mente), consapevoli che tutti i fenomeni cambiano, che qualunque cosa si manifesta è impermanente, è lo scorrere di un flusso, di un processo.

Referenze

Bhikkhu Analayo, da cui abbiamo preso le istruzioni per questa meditazione, ha scritto numerosi testi sul Satipatthana. Consiglio in particolare “SATIPAṬṬHĀNA il cammino diretto” disponibile gratuitamente in traduzione italiana sul sito del Monastero Santacittarama, e il recente “Satipatthana Meditation: A Practice Guide“, in lingua inglese.

Meditazione Satipatthana sull’anatomia del corpo registrata nel gruppo di meditazione di Terrapura il18 giugno 2021.

Foto di  Artem Beliaikin su Unsplash, statua al tempio Zojoji a Tokyo.

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