Buddha

Ep. 136 Riflessioni sui Fondamenti della Consapevolezza

Riflessioni sui Fondamenti della Consapevolezza, il Satipatthana, la base delle meditazioni di intuizione profonda del Buddha

19 Giugno 2021

Queste riflessioni sui Quattro Fondamenti della Consapevolezza, il Satipatthana, seguono la meditazione sull’anatomia del corpo.

Il Satipatthana Sutta è uno dei più importanti insegnamenti del Buddha rispetto alle tecniche meditative, in particolare relativamente a quelle di osservazione profonda, di vipassanā. È diviso proprio in quattro grandi sezioni, sul corpo, sulle sensazioni, sulla coscienza e sui fenomeni (dharma).

In queste meditazioni iniziamo focalizzandoci su un oggetto di queste quattro categorie, osservando come sia. Ad esempio osserviamo come il corpo sia composto da pelle, carne e ossa.

Ci potremmo chiedere perché portare l’attenzione su elementi apparentemente così semplici, così banali. La realtà è che spesso non abbiamo una grande dimestichezza con il nostro corpo e la nostra mente, e confondiamo i concetti che abbiamo su queste parti con quella che è l’osservazione diretta.

Buddha che espone il Dharma
Il Buddha espone il Dharma, MET Museum

Proviamo ora i fondamenti della consapevolezza!

Possiamo fare un esperimento semplice: come stanno i nostri piedi in questo momento? È facile immaginare che mentre che stiamo leggendo non abbiamo alcuna consapevolezza dei piedi e solo quando portiamo la nostra attenzione su di essi torniamo a “scoprire” che ci sono. Ma anche in questo caso rischiamo di toccarli brevemente senza renderci conto delle sensazioni che arrivano da essi, dal contatto con il terreno, le scarpe, le tensioni che possono arrivare da una posizione scomoda… Entrando pienamente in contatto con i piedi potremmo scoprire che osservarli è come osservare tutto il mondo: cosa li nutre? Il sangue che scorre al loro interno ha toccato tutto il corpo, sono intimamente correlati a tutto il corpo. La carne che li compone è il frutto del cibo che abbiamo mangiato, coltivato e preparato da un numero incredibilmente alto di persone, risultato dell’impollinazione delle api, del calore del sole… Non c’è un singolo oggetto che non ci porti a toccare tutto il mondo!

Con i pensieri la situazione è ancora più difficile: come moscerini intorno alla frutta, ci sono senza che ce ne rendiamo conto, influenzano il nostro comportamento proprio per questa nostra incapacità di osservarli, e in particolare con la difficoltà di riconoscere che noi non siamo i nostri pensieri.

Ecco, è proprio questo un aspetto importante delle meditazioni del Satipatthana: osservare in profondità e coltivare l’attitudine al non attaccamento: c’è un corpo, ma non ci attacchiamo al corpo, c’è la mente, ma non ci attacchiamo alla mente ,e così via.

Praticare queste meditazioni vuol dire quindi piantare dei semi verso il non attaccamento, verso la liberazione. Il Satipatthana è un percorso che possiamo seguire con gioiosa curiosità, come esploratori che entrano in una bellissima giungla inesplorata, piena di pericoli ma anche di meravigliosi uccelli e fiori. Sta a noi andarla a scoprire!

Referenze

Si può leggere qui il testo completo del Satipatthana Sutta.

Riflessioni sui Quattro Fondamenti della Consapevolezza registrate nel gruppo di meditazione di Terrapura il18 giugno 2021.

Foto del Buddha che espone il Dharma, Sri Lanka, 8° secolo. L’icona per eccellenza del primo Sri Lanka buddhista è il Buddha nella gestirà del Vitarka-Mudra, in cui impartisce il suo dharma a tutti. Seduto in una postura yogica meditativa, indossa l’uttarasanga del monaco, con un lungo panno intorno al corpo, con la sua spalla destra esposta nel modo del buddhismo del sud. I suoi capelli sono raffigurati in corti riccioli stretti per evocare la sua rinuncia al mondo materiale, quando si tagliava i capelli e dava via i suoi ornamenti principeschi. Le orbite erano intarsiate con pietre preziose o cristallo di rocca per aggiungere un livello elevato di realismo. La protuberanza della testa a forma di fiamma (ushniha) è uno dei principali segni di buon auspicio (lakshanas) della Buddhità. Dal MET Museum.

Foto di copertina  Darren Halstead on Unsplash

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