Gli insegnamenti del Buddha sui cinque impedimenti

Ep. 159 Riflessioni sui cinque impedimenti spirituali

I Cinque Impedimenti spirituali: i desideri sensuali, la rabbia, l'indolenza e il torpore, l'agitazione e le preoccupazioni, i dubbi

Queste riflessioni sui le cinque impedimenti spirituali, in Pāli: pañca nīvaraṇāni vanno a toccare un punto cruciale della nostra pratica. Spesso infatti la pratica meditativa e la vita quotidiana sono complicati da questi cinque tipi di stati mentali:

  • desideri sensuali;
  • rabbia;
  • indolenza e torpore;
  • preoccupazione e agitazione;
  • dubbio.

Sono degli ostacoli che ci pesano addosso ma che possiamo abbandonare, lasciare andare. Questo ci porta ad una situazione di libertà, fino al punto di permetterci di avere una mente concentrata nell’unificazione del samādhi. Nelle parole del Buddha:

[…] Quando questi cinque ostacoli, esistenti in lui, non sono abbandonati, il monaco li considera come un debito, una malattia, una prigione, una schiavitù, una strada in una regione deserta. Ma quando questi cinque ostacoli, esistenti in lui, sono abbandonati, li considera come una mancanza di debiti, una buona salute, una liberazione dalla prigione, un’indipendenza, un posto sicuro. Vedendo che sono stati abbandonati, ne è contento. Contento, ne è estasiato. Estasiato, il suo corpo si tranquillizza. Con il corpo tranquillo, è sensibile al piacere. Provando del piacere, la sua mente si concentra.

DN 2: Samaññaphala Sutta – I frutti della vita ascetica

Come descritto da queste ultime parole del Beato, la parte dall’essere contenti fino alla concentrazione, è l’indicazione che aver raggiunto il superamento degli impedimenti è propedeutico alla concentrazione profonda del samādhi, degli stati dei jhāna:

La pratica dei jhana, in realtà, si basa sul superamento dei cinque impedimenti (i cinque nivarana, n.d.t.), i cinque stati negativi, e la coltivazione di percezioni salutari, affinandole attraverso la concentrazione fino a giungere al benessere fisico e mentale e infine all’equanimità.

Come essere niente, Ajahn Sumedho, dal sito del Monastero Santacittarama

Ajahn Sumedho parla anche del dubbio, come elemento da superare per raggiungere il primo grado di illuminazione, il sotapanna, l’entrata nella corrente:

C’è poi vicikiccha, il dubbio. Il dubbio è il risultato del pensare: più pensi, più dubiti, dunque se sei attaccato al pensiero, se cerchi di risolvere qualsiasi cosa pensandoci su, non potrai mai sentirti sicuro. Trovo il dubbio molto utile. Quando entri nel silenzio della mente, nella vacuità, non c’è pensiero, non c’è dubbio. Ma poi cominci a chiederti: “Questo silenzio è veramente l’Incondizionato?”. E stai di nuovo dubitando. Noi possiamo ascoltare e osservare, per questo vi dico di aver fiducia nel silenzio, di imparare ad averne fiducia. Dopo, potete anche dubitare, ma vi accorgerete che il dubbio è qualcosa che create col pensiero: “Sto praticando nel modo giusto? Questo è veramente anatta? O me lo sto solo inventando? Ma Ajahn Sumedho sa quello che dice?”. Potrete accorgervi così che il dubbio si crea attraverso il processo del pensiero, che state creando il dubbio.

Come essere niente, Ajahn Sumedho, dal sito del Monastero Santacittarama

Nell’audio si analizza meglio l’importanza di affrontare, e superare, i cinque impedimenti spirituali.

Riferimenti

Riflessioni di Dharma sui Cinque Impedimenti spirituali registrate nel gruppo di meditazione di Terrapura il 17 settembre 2021.

Foto di copertina di  Arek Socha, statua del Buddha in Thailandia.

Ti potrebbe interessare…

Pin It on Pinterest

Share This