Riflessioni sul bilanciamento

Ep. 164 Bilanciare vipassana e samatha con le dimore divine

Bilanciare vipassana e samatha con le dimore divine: come praticare coltivando intuizione profonda, calma e gentilezza

9 Ottobre 2021

Queste Riflessioni sul bilanciamento di vipassana, samatha e dimore divine sottolineano che l’insegnamento del Buddha ha molte sfaccettature e, come sempre capita negli insegnamenti del Beato, vanno considerate tutte insieme.

Tra le pratiche più importanti ci sono quelle del vipassanā, l’osservazione profonda di quello che siamo, della nostra vera natura, del mondo così com’è. È tramite il vipassanā che aumentiamo la nostra saggezza, paññā, che ci permetterà di raggiungere l’illuminazione, il nibbanā.

Ma per poter osservare abbiamo bisogno della stabilità della calma concentrata, che si ottiene con le meditazioni di samatha, che permettono di calmare la mente fino a dimorare negli stati di assorbimento, i jhāna, in cui sono stati rimossi tutti gli impedimenti dei piaceri sensuali, della rabbia, dell’agitazione, del torpore e del dubbio. Questa calma è la base da cui poter osservare con successo, è quindi l’humus che permette alle piante di emettere i germogli della conoscenza che potranno dare così tanti frutti.

Vi sono però dei rischi in tutte le pratiche spirituali. Per quanto riguarda la meditazione samatha, potremmo essere tentati di voler ottenere a tutti i costi la calma, e solo la calma. Non quindi come base per esplorare, ma come fine, diventa un attaccamento, una specie di droga spirituale. Abbiamo perso la prospettiva, che non è quella di star bene 10 minuti, 20, mezz’ora, un’ora per poi tornare nel caos della nostra mente, ma quella di raggiungere la pace e la stabilità intoccabili, perfette.

Vi è anche il rischio di trattare l’osservazione del vipassanā in modo meccanico, freddo, come se si osservasse senza passione del cibo che non ci piace. L’insegnamento del Buddha non è quello di diventare degli automi, ma di vivere in piena libertà la vita, al punto di poterla trascendere nello stato del senza morte, nel processo di riconoscimento completo dell’interdipendenza, del vuoto dell’esistenza intrinseca di ogni persona, di ogni oggetto che è quello spazio di calma, serenità e felicità che possiamo toccare durante la meditazione ma che diventa completo nell’illuminato.

Bilanciare le pratiche di vipassana e samatha con le dimore divine

Come poter bilanciare queste due pratiche senza rischi? Possiamo considerare un altro insegnamento del Buddha, quello delle Quattro Dimore Divine, che abbiamo già toccato sia come meditazione che come riflessioni di Dharma. Sono gli stati sublimi della mente dei brahmavihāra, ovvero la gentilezza amorevole – mettā, la compassione – karunā, gioia compartecipe – mudita, ed equanimità – upekkha.

Quando si tocca il vuoto, si sviluppano naturalmente questi quattro stati infiniti, incommensurabili. Ma possiamo sviluppare la nostra pratica in armonia, addestrandoci allo stesso tempo nella calma del samathā, nell’osservazione profonda del vipassanā, dimorando sempre più negli stati mentali sublimi dei brahmavihāra. Così progrediremo nella vita spirituale più facilmente, senza incontrare rischi e pericoli.

Referenze

Riflessioni di Dharma su Bilanciare vipassana e samatha con le dimore divine registrate nel gruppo di meditazione di Terrapura l’8 ottobre 2021.

Foto di copertina di Arham Jain, Nareli, Rajasthan, India

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