Buddhismo ed ecologia

Ep. 173 Riflessioni su buddhismo ed ecologia

Riflessioni su buddhismo ed ecologia: qual è la posizione del Dharma sull'ambiente? Come essere praticanti e ambientalisti?

6 Novembre 2021

In questi giorni si è prima tenuto l’incontro delle nazioni del G20 in cui si è parlato della grande crisi ecologica, per poi continuare in Gran Bretagna con la conferenza COP26 sui cambiamenti climatici. Attivisti come Greta Thumberg e la sua organizzazione Fridays for Future stanno trovando troppo lento ed inefficace quanto proposto.

È un buon momento per chiederci che relazione ci sia tra la pratica buddhista e la tutela dell’ambiente, e tra la pratica e l’attivismo. Potrebbe talvolta sembrare che i due aspetti non siano collegati, ma questo non corrisponde a verità. Nelle riflessioni si espande questo tema, prendendo come riferimento alcuni testi.

Il primo è del famoso monaco thailandese della Tradizione della Foresta, Ajahn Buddhadasa, che porta l’attenzione sull’interdipendenza tra tutti gli esseri:

L’intero cosmo è una cooperativa. Il sole, la luna e le stelle vivono insieme come una cooperativa. Lo stesso vale per gli esseri umani e gli animali, gli alberi,  e la terra.  Quando ci rendiamo conto che il mondo è un’impresa reciproca, interdipendente e cooperativa… allora possiamo costruire un ambiente nobile. Se le nostre vite non sono basate su questa verità, allora periremo.

Ajahn Buddhadasa

Nel buddhismo, l’ambiente viene visto necessariamente attraverso l’etica. SS. il Dalai Lama ha espresso molto bene questo concetto, la relazione tra gli aspetti etici e la tutela dell’ambiente:

“Se sviluppiamo qualità buone e premurose nella nostra mente, le nostre attività cesseranno naturalmente di minacciare la sopravvivenza della vita sulla Terra.”

S.S. il XIV Dalai Lama

Ma forse un testo ancora più importante è un sutta del Buddha, l’Agañña Sutta, DN 27, nel Dīgha Nikāya, la raccolta dei discorsi lunghi. Il Buddha inizia parlando delle diverse tipologie di persone e come seguire il Dhamma con i suoi aspetti etici sia essenziale. Introduce quindi una storia in cui racconta in modo allegorico la nascita del mondo, fortemente coinvolgente, di cui riporto qualche brano invitando a leggere tutto il testo.

8. Questa esegesi ti farà capire come il Dhamma sia la migliore conoscenza in questa vita e nella prossima. […]

11. In quel periodo, Vasettha, c’era soltanto una gran massa d’acqua, e non vi era che oscurità, un’accecante oscurità. Non erano ancora apparsi né sole né luna, né stelle né costellazioni, non vi era né giorno né notte, né mesi né settimane, né anni né stagioni, né sesso maschile né sesso femminile, vi erano esseri senza sesso.
Poi, dopo molto tempo, la terra colma di sapori emerse dalle acque dove dimoravano quegli esseri. Proprio come la pelle che si forma sopra il latte bollito, una volta freddo, così si manifestò densa di colore, odore e sapore. Era il colore del miglior ghee o burro, ed era molto dolce, come il miele più genuino.

12. Poi un essere molto avido disse: “Cos’è questo?” – ed assaggiò con le dita la terra colma di sapori. Così facendo, fu preda del gusto, e la brama sorse in lui. Poi altri esseri, imitando il gesto di quell’essere, assaggiarono anche loro con le dita la terra colma di sapori. Così anche loro diventarono preda del gusto, e la brama sorse in loro. Così iniziarono a nutrirsi di pezzi di terra con le loro mani. Il risultato di questa azione  fu che persero la facoltà di emettere luce, la luna ed il sole apparvero, così come il giorno e la notte, i mesi e le settimane, gli anni e le stagioni. Da quell’estensione il mondo si rigenerò. […]

19. Allora, Vasettha, un certo essere colmo d’avidità, mentre badava al suo appezzamento, occupò un altro appezzamento che non gli apparteneva, godendo dei suoi frutti. Così lo sorpresero e gli dissero: “Hai compiuto un’azione malvagia, ti sei impossessato di un appezzamento che non ti apparteneva! Non commettere un’azione del genere mai più!” “Va bene.” – disse quell’essere, ma fece di nuovo la stessa cosa una seconda ed una terza volta. Di nuovo lo sorpresero e lo ammonirono, ed alcuni lo colpirono con pugni, altri con pietre, ed altri ancora con bastoni. Così sono nati, Vasettha, il furto, la calunnia, la menzogna e la punizione.

DN 27: Agañña Sutta – Sulla conoscenza delle origini , Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di T.W. Rhys Davids. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Nel momento in cui non c’è un io, in cui vediamo l’interdipendenza di tutti gli esseri, come potremmo non essere attenti all’ambiente? Non perché ci interessa “la Natura”, intesa come una cosa fuori da noi, ma perché tutto è natura! Ed infatti nel Mettā sutta si dice “Che tutti gli esseri vivano felici!” e non tutti gli uomini. Chiudiamo questa serie di citazioni con un’altra parte del Mettā sutta, di grande ispirazione nel momento in cui ci confrontiamo con l’ambiente e l’ambientalismo:

Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull’universo intero;
in alto verso il cielo,
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.

Mettā sutta

Buona pratica!

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