Ep. 68 Le Quattro Nobili Verità

Le Quattro Nobili Verità sono l'essenza dell'insegnamento del Buddha: l'essenza del dolore e dell'insoddisfazione e come superarli

Il Buddha ha più volte affermato che per tutta la sua vita aveva insegnato soltanto il dolore e il superamento del dolore: è proprio questa l’essenza del suo insegnamento, il Dharma, ed è stato il primo insegnamento che ha dato dopo l’illuminazione, nel Sermone della Messa in Moto della Ruota del Dharma, il Dhammacakkappavattana Sutta, SN 56.11, dove espone le Quattro Nobili Verità.

Quali sono queste Nobili Verità che il Buddha ci ha insegnato?

La prima è la Verità del dolore, dell’insoddisfazione. Il Buddha ci invita a esplorare come la nascita sia in sé fonte del dolore, dell’insoddisfazione: “La nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, la morte è dolore, l’unione con ciò che odiamo è dolore, la separazione da ciò che amiamo è dolore, non ottenere ciò che desideriamo è dolore, in breve i cinque aggregati dell’attaccamento sono dolore.“. Riconoscere questo aspetto è vitale per entrare nel Sentiero del Dharma.

La seconda Nobile Verità è quella della ragione per cui vi è questo dolore: “E’ la sete che porta alla rinascita, vincolata all’avidità e alla brama, e ovunque porta all’attaccamento, vale a dire la sete dei piaceri dei sensi, la sete di esistenza e del divenire, e la sete di non-esistenza.“. Il dolore è causato da attaccamento, avversione ed ignoranza.

La terza Nobile Verità è un inno alla gioia, la possibilità di superare questo dolore: “Questa, monaci, è la nobile verità della cessazione del dolore. È la completa cessazione della sete, l’abbandono, la rinuncia, la liberazione, il distacco.“. Ma come ottenere questo distacco, questa cessazione? Questo viene detto nella prossima Verità.

La Quarta Nobile verità è la cura che il Beato ci offre per superare il dolore. E’ chiamata Ottuplice Sentiero, perché è articolata in otto elementi, rappresentati come gli otto raggi della ruota del Dharma, ogni raggio che sostiene l’altro:

  1. Retta visione: la comprensione delle Quattro Nobili Verità, il riconoscimento dei tre segni dell’esistenza: il dolore (dukkha), l’inesistenza di un sé permanente (anatta), l’impermanenza (anicca).
  2. Retta intenzione: è l’intenzione di entrare nel Sentiero del Dharma, di voler raggiungere l’illuminazione.
  3. Retta parola: è un elemento importante dell’etica buddhista, che si esprime nel non mentire, non usare la parola in modo aggressivo, non parlare inutilmente, non fare pettegolezzi.
  4. Retta azione: insieme alla retta parola, sono gli elementi dei Cinque Precetti, ovvero non uccidere, non prendere ciò che non ci viene dato liberamente, non avere una condotta sessuale inappropriata, non assumere sostanze intossicanti che riducono la consapevolezza.
  5. Retta sussistenza: mantenersi con un lavoro che non aumenti il dolore in noi e negli altri.
  6. Retto sforzo: indica che la pratica non deve essere condotta allo stremo, diventando rigida e non efficace, e nemmeno lasca, ma trovando il punto di mezzo adatto per noi.
  7. Retta presenza mentale: è la consapevolezza (sati), una componente alla base di tutta la pratica.
  8. Retta concentrazione: è l’unificazione del corpo e della mente (samādhi) che si ottiene con la calma concentrata. E’ tramite il samādhi che permettiamo alla nostra mente di essere flessibile e di poter avere le intuizioni profonde tipiche della meditazione vipassana.

Le Quattro Nobili Verità possono diventare la base della nostra vita, una vita sempre più libera e serena.

Un magnifico libro introduttivo a questo tema è proprio “Le Quattro Nobili Verità” di Ajahn Sumedho, disponibile sul sito del Monastero Santacittarama.

Riflessioni di Dharma registrate nel gruppo di meditazione il 13 novembre 2020.

Photo by Simon Vetterli on Unsplash

Ep. 68 Le Quattro Nobili Verità
Terrapura

 
Play/Pause Episode
00:00 / 00:46:59
Rewind 30 Seconds
1X

Ti potrebbe interessare…

Ep. 69 Meditazione sulla gratitudine

Ep. 69 Meditazione sulla gratitudine

Questa meditazione sulla gratitudine vuole farci toccare quanto siamo stati fortunati ad essere stati aiutati e risvegliare la luce in noi.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Share This