Meditazione sull'amicizia spirituale

Ep. 81 Meditazione sull’amicizia spirituale

Meditazione sull'amicizia spirituale, sul buon amico spirituale (kalyanamitta) che ci aiuta e sostiene nella pratica e nella meditazione

1 Gennaio 2021

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Ep. 81 Meditazione sull'amicizia spirituale
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L’amico spirituale, il kalyanamitta usando il termine in lingua pāli, è un aspetto vitale della pratica. C’è un testo molto famoso dell’Upaddha Sutta, SN 45.2 di cui parla Ajahn Amaro, abate del Monastero Buddhista Theravada Amaravati:

Nelle scritture c’è un passo sull’amicizia spirituale che viene spesso citato. Un giorno Ananda andò dal Buddha e gli disse: “Signore, io penso che metà della vita santa sia l’amicizia spirituale, l’associarsi con il Buono”. E il Buddha rispose: “Non è così; non dire così, Ananda. Non è metà della vita santa, ma è tutta la vita santa. L’intera vita santa è amicizia con il Buono, associarsi con il Buono”. Ora, il termine Pali per ‘amicizia con il Buono’ è kalyanamittaKalyana significa ‘buono’ o bello e mitta significa ‘amico’. Spesso viene tradotto come l’associarsi o l’accompagnarsi con il Buono (con la B maiuscola), indicando la Realtà Ultima o Incondizionato.

Per anni ho sempre interpretato questa citazione come: “L’amicizia spirituale è tutta la vita santa”, ma il Buddha stava facendo un gioco di parole, egli affermava al contempo che non è soltanto l’avere amici spirituali che è la totalità della vita santa, ma anche la nostra intimità con il Buono, con la Verità Ultima. Questi due aspetti si sostengono reciprocamente. I nostri amici con inclinazioni affini alle nostre, nostri compagni di vita spirituale, sostengono il nostro impegno, ma in effetti quello che rappresenta davvero il fuoco della vita spirituale è la nostra capacità di risvegliarci a ciò che è veramente Buono, il Meraviglioso, la Realtà Ultima.

“L’amicizia spirituale”, del venerabile Ajahn Amaro

Non c’è dubbio che l’amicizia spirituale sia essenziale per la crescita spirituale. Può fare tutta la differenza tra abbandonare un percorso di crescita, di meditazione, e continuare a percorrerlo grazie al sostegno e ai consigli di buon amico spirituale. Può essere tutta la differenza tra rimanere bloccati su un particolare ostacolo o superarlo grazie a un semplice suggerimento di chi è più avanti di noi nella pratica.

Per questo il Buddha ha replicato al Venerabile Ananda con questo importante frase, che l’amicizia spirituale è tutta la vita santa.

Amicizia spirituale
Il Theragata è la raccolta delle poesie dei monaci buddhisti presente nel Canone Pāli. Esiste una seconda raccolta, Therigata, di versi delle monache

Meditazione sull’amicizia spirituale

Questa meditazione guidata si basa sul commentario ai versi dei monaci, il Theragāthā:

kalyāṇa-mittañ hi nissāya akusalaṃ pajahati, kusalaṃbhāveti, suddham attānaṃ pariharati.
Di fatto, stando vicino a un buon amico si abbandona ciò che fa male, si coltiva ciò che fa bene, ci si mantiene purificati.
Dhammapāla, Commentario alla stanza 588 del Theragāthā:
588 Buona amicizia nella comunità,
Impegnarsi in  molta formazione,
Ascoltare bene il maestro.
Questo è appropriato per un asceta.

La meditazione sull’amicizia spirituale si compone di diversi passaggi:

  1. All’inizio usiamo la meditazione sul respiro, meditazione di samatha, per permetterci di calmarci, di raggiungere la stabilità meditativa
  2. Ci apriamo quindi al fatto che proprio in questo momento altre persone stanno meditando insieme a noi. In ogni parte del mondo, in ogni momento, c’è qualcuno che sta facendo pratica. Possiamo sentirci parte di questa grande comunità, di questo grande Sangha di pratica.
  3. Continuando con la meditazione, possiamo sentire come possiamo aiutare questi altri praticanti, che siano persone del nostro gruppo di pratica, amici o anche perfetti sconosciuti; li possiamo aiutare ad abbandonare il male, a coltivare il bene, a mantenersi purificati – sono gli stessi elementi del cuore dell’insegnamento del Buddha espresso nel verso 183 del Dhammapada.
  4. Possiamo quindi aprire ancora di più il nostro cuore, sentendo come anche gli altri praticanti ci possono aiutare su questi tre aspetti.
  5. Con l’aiuto del respiro, possiamo toccare che siamo parte di una tradizione, per cui si sono persone, esseri, che pratica da 10, 100, 1000 anni e molto più, arrivando fino al Buddha e anche più indietro. Tutte persone ed esseri che ci stanno aiutando nella nostra pratica ora, in questo momento.
  6. Sempre con l’aiuto del respiro, possiamo toccare anche la continuazione di questa pratica, di altre persone ed esseri che nel futuro continueranno a praticare, persone che praticando oggi possiamo aiutare e che la consapevolezza della loro esistenza ci può aiutare adesso.
  7. Non c’è una distinzione netta tra passato, presente e futuro: siamo tutti esseri lungo il sentiero di pratica. Possiamo quindi dimorare in questa coscienza.

Si conclude così la meditazione sull’amicizia spirituale. Buona pratica!🙏

Amicizia spirituale, kalyanamitta

Meditazione guidata registrata nel gruppo di meditazione il 1 gennaio 2021

Sul podcast sono disponibili delle riflessioni di Dharma sul kalyanamitta.

Photo by Ben Turnbull on Unsplash

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