Meditazione sui quattro elementi del corpo e il vuoto

Ep. 87 Meditazione sui quattro elementi del corpo e il vuoto

Questa meditazione sui quattro elementi del corpo e il vuoto è ripresa dai quattro fondamenti della consapevolezza e consente di usare il corpo come porta verso la libertà del vuoto

23 Gennaio 2021

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Ep. 87 Meditazione sui quattro elementi del corpo e il vuoto
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Questa meditazione sui quattro elementi del corpo e il vuoto è ripresa dai quattro fondamenti fondamenti della consapevolezza, descritti nel Satipatthana Sutta (Majjhima Nikaya 10).

Si può ascoltare e vedere questa meditazione guidata anche su YouTube, sul canale di Terrapura:

I quattro fondamenti oggetto della consapevolezza sono il corpo, le sensazioni, la coscienza (la mente), le formazioni mentali (i dhamma). In questo caso si prende spunto dal corpo per arrivare a riconoscere uno dei Tre Sigilli del Dhamma, la non esistenza di un sé permanente, in lingua Pāli chiama anatta, non-sé.

Riconoscere l’assenza del sé è come riconoscere l’essere vuoti del sé, essere vuoti di una realtà unica indipendente. Questo vuoto (suññatā in Pāli, Śūnyatā in Sanscrito) è però particolarmente caldo e pieno, perché ci permette invece di riconoscere la totale inderdipendenza dei fenomeni, e quindi andare anche oltre di essa.

Il Buddha stesso risponde ad una domanda del Ven. Ananda sul significato del vuoto:

«Si dice che il mondo è vuoto, il mondo è vuoto, Signore. Sotto quale aspetto si dice che il mondo è vuoto? “Il Buddha rispose:
“Nella misura in cui è vuoto di un sé o di qualsiasi cosa che lo riguardi: così si dice, Ānanda, che il mondo è vuoto.»

Suñña Sutta, SN 35.85

Commenta Thanissaro Bhikku:

Il vuoto è un modo di percezione, un modo di vedere l’esperienza. Non aggiunge nulla e nulla toglie ai dati grezzi di eventi fisici e mentali. Si possono guardare gli eventi nella mente e nei sensi senza pensare se c’è qualcosa dietro di loro. Questa modalità è chiamata vuoto perché è vuota dei presupposti che di solito aggiungiamo all’esperienza per darle un senso: le storie e le visioni del mondo che modelliamo per spiegare chi siamo e il mondo in cui viviamo. Sebbene queste storie e visioni abbiano i loro usi , il Buddha ha scoperto che alcune delle domande più astratte che sollevano – della nostra vera identità e della realtà del mondo esterno – distolgono l’attenzione da un’esperienza diretta di come gli eventi si influenzano a vicenda nell’immediato presente. Così si intromettono quando cerchiamo di capire e risolvere il problema della sofferenza.

Thanissaro Bhikkhu, “The Integrity of Emptiness” 

Conclude il Buddha:

In verità, o Ananda, tutti coloro, asceti o brahmana, che nel futuro otterranno una stabile dimora nella purissima, suprema vacuità, raggiungeranno e dimorranno proprio in questa purissima e suprema vacuità. […] Perciò, o Ānanda, voi vi dovete esercitare così: “Io otterrò una stabile dimora nella purissima, suprema vacuità»

Culasuññata Sutta (Piccolo discorso sulla Vacuità). Majjhima-nikāya, 121.

Meditare sulla vacuità, su suññatā, sembra davvero una buona strada verso il traguardo ultimo dell’illuminazione e comunque verso il traguardo di una maggiore serenità in questa vita!

Meditazione sui quattro elementi del corpo e il vuoto

Questa meditazione è ripresa liberamente da una meditazione proposta dal Ven. Bhikkhu Analayo e disponibile, insieme ad altre, sul sito dell’Āgama Research Group in diverse lingue, incluso l’italiano. Esprimo qui gratitudine al Ven. Bhikkhu Analayo per aver condiviso questa bella meditazione.

I passi della meditazione

La meditazione è basata sulla scansione del corpo, l’osservazione dei quattro elementi di terra, aria, fuoco e vento e sul riconoscimento del vuoto in essi.

  1. Si inizia con la scansione delle parti del corpo, iniziando dalla cima della testa e progressivamente scendendo sugli occhi, la bocca, il collo fino ai piedi
  2. Si riprende la scansione del corpo osservando nelle diverse parti l’elemento terra, ovvero la solidità, la durezza; più facile da riconoscere nello scheletro, è comunque presente in tutte le parti del corpo. Tutto il corpo è pervaso dall’elemento terra, l’elemento terra interno è lo stesso elemento terra esterno, senza alcuna reale differenza. Questo elemento terra non è qualcosa che possiamo possedere o controllare. E’ vuoto, vuoto di un sé.  
  3. Si riprende la scansione del corpo osservando nelle diverse parti l’elemento acqua, ovvero l’umidità, la coesione; più facile da riconoscere nel sangue, nella saliva, è comunque presente in tutte le parti del corpo. Tutto il corpo è pervaso dall’elemento acqua, l’elemento acqua interno è lo stesso elemento acqua esterno, senza alcuna reale differenza. Questo elemento acqua non è qualcosa che possiamo possedere o controllare. E’ vuoto, vuoto di un sé.  
  4. Si riprende la scansione del corpo osservando nelle diverse parti l’elemento fuoco, ovvero il calore, la temperatura; più facile da riconoscere nel calore corporeo, è comunque presente in tutte le parti del corpo. Tutto il corpo è pervaso dall’elemento fuoco, l’elemento fuoco interno è lo stesso elemento fuoco esterno, senza alcuna reale differenza. Questo elemento fuoco non è qualcosa che possiamo possedere o controllare. E’ vuoto, vuoto di un sé.  
  5. Si riprende la scansione del corpo osservando nelle diverse parti l’elemento vento (o aria), ovvero il movimento, l’oscillazione, la liberazione; più facile da riconoscere nella respirazione, è comunque presente in tutte le parti del corpo. Tutto il corpo è pervaso dall’elemento vento, l’elemento vento interno è lo stesso elemento vento esterno, senza alcuna reale differenza. Questo elemento vento non è qualcosa che possiamo possedere o controllare. E’ vuoto, vuoto di un sé.  
  6. Alla fine possiamo riconoscere che il corpo, costituito da una combinazione di terra, acqua, fuoco e vento, è un corpo vuoto, vuoto di un sé.
  7. Infatti il corpo è dipendente da elementi provenienti dall’esterno: la terra dipende dal cibo, l’acqua dipende dalle bevande, il fuoco dal vestiario e il riscaldamento, il vento dalla respirazione.
  8. Possiamo quindi dimorare in questo vuoto, riconoscendo anche il vuoto dei fenomeni mentali.

Meditazione guidata registrata nel gruppo di meditazione il 22 gennaio 2021.

Photo by Pierre Bamin on Unsplash

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