Riflessioni di Dharma su dedicarci uno spazio di meditazione

Ep 88. Riflessioni di Dharma sullo spazio di meditazione

Perché non dedicarci uno spazio di meditazione, un piccolo altare che ci aiuti a trovare le giuste intenzioni e una maggiore calma interiore?

23 Gennaio 2021

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Ep 88. Riflessioni di Dharma sullo spazio di meditazione
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Se la nostra pratica meditativa diventa una parte importante della nostra vita, perché non dedicarci uno spazio di meditazione, un angolo della nostra casa dove erigere un piccolo altare per aiutarci a entrare in contatto con noi stessi e i Tre Gioielli del Buddha, del Dharma e del Sangha?

Si possono vedere queste riflessioni di Dharma anche su YouTube, sul canale di Terrapura:

L’altare può essere semplicemente una piccola statuetta del Buddha, o anche una bella foglia che lo simboleggi o una statuetta di un elefante.

Foglia del Buddha
All’epoca del Buddha non si usavano sue statue ma lo simboleggiava con una foglia dell’albero della Bodhi (l’albero sotto cui si è illuminato), con l’impronta di un piede, con l’immagine di un elefante

Possiamo poi aggiungere al nostro altare degli altri elementi, avendo cura di porre l’immagine del Buddha più alta di tutte le altre cose. Possiamo aggiungere altre statue, anche dei Bodhisattva come Avalakiteshvara o Tara, delle belle pietre o cristalli, qualche oggetto della natura come una ghianda, un rametto particolarmente bello.

Offerte

Possiamo poi offrire sull’altare le tre offerte che rappresentano sila, samadhi e pañña, ovvero la moralità, l’assorbimento meditativo unificato, la conoscenza. Queste offerte sono rispettivamente i fiori, la cui grazia e profumo richiamano la bellezza di una retta condotta della vita; sono l’incenso, che si libera nel cielo occupando tutto lo spazio, come la mente concentrata; le candele, che illuminano il mondo come la saggezza illumina la nostra mente.

Lo spazio di meditazione

Possiamo, se possibile, aggiungere al nostro altare uno spazio dove lasciare in modo permanente un cuscino dove meditare, curando di mantenere tutto questo spazio sempre pulito e ordinato. Così avremo sempre modo, durante la giornata, di meditare anche cinque minuti, di riprendere contatto con noi stessi nei momenti di difficoltà.

Avere un altare, anche se fosse soltanto una semplice immagine, è un regalo che facciamo a noi stessi, è stabilire che lo spazio di meditazione, lo spazio della nostra pratica, non è solo interno, ma può essere anche un luogo fisico, che noi curiamo e proteggiamo e che esso protegge e cura noi.

Ricordando sempre che i riti non sono importanti per raggiungere l’obiettivo ultimo, possiamo però coltivare nel nostro cuore uno spazio anche per la devozione, in cui i tre inchini che facciamo quando ci poniamo davanti all’altare e quando poi ce ne andiamo sono l’espressione della nostra gratitudine al Buddha, al Dhamma e al Sangha.

Perché non provarci?

Un nostro altare

Riportiamo di seguito un testo ripreso dalla pagina “Un nostro altare” del sito Saddha.it , pagina che è la traduzione di una parte di Riti e cerimonie buddhisti (Rituals and Observancesbasato su discorsi tenuti a Cittaviveka da Ajahn Sucitto e Ajahn Candasiri. Sulla pagina di Saddha si trovano anche numerosi altri dettagli sulle immagini del Buddha, i mudra, la cura delle immagini del Buddha.

Altari

Gli altari possono essere spaziosi, elaborati e formali, o semplici ed essenziali; possono trovarsi sia in case private che nei monasteri.
Generalmente al centro dell’altare vi è un’immagine del Buddha, che può essere una statua, un dipinto o una rappresentazione simbolica del Buddha come l’albero dell’illuminazione o l’orma del suo piede.
Tradizionalmente l’altare viene ulteriormente abbellito con candele, incenso e fiori. Di solito l’immagine del Buddha è nel punto più alto dell’altare, mentre le candele, l’incenso con l’incensiere e i fiori sono posti più in basso ad entrambi i lati.
Queste decorazioni devono essere regolarmente ‘offerte’ all’altare (come spiegheremo più avanti). Ogni offerta ha il suo valore simbolico e rappresenta SīlaSamādhi e Paññā (moralità, concentrazione e saggezza).
Sila è simboleggiata dai fiori perché la loro fragranza e bellezza ci riportano alla mente colui che vive una vita buona e virtuosa.
L’incenso simboleggia samadhi o la concentrazione, lo sconfinato raccoglimento della mente. Come il fumo dell’incenso può andare ovunque, così il raccoglimento della mente può diffondersi per tutta la coscienza.
Le candele rappresentano panna o la chiara visione, la comprensione, la
luce della saggezza.
Ulteriori cose possono essere il ritratto di un maestro o oggetti che hanno un significato particolare, come pietre o cristalli, zolle di muschio o altri oggetti naturali.
Le immagini dei maestri devono essere poste più in basso di quelle del Buddha.
Un altare serve come punto di riferimento per la mente, un ricordo e una rappresentazione delle qualità che rispettiamo e riveriamo. Solo sedendo davanti a un’immagine del Buddha o davanti a un altare può portare molta pace. Questo effetto può essere rafforzato dalla propria
azione nel dare e nel prendersi cura del luogo sacro.

Offerte all’altare

Gli stessi principi si applicano anche quando si fanno offerte all’altare. Sebbene i fiori e le candele pesino poco, si offrono e si pongono sull’altare tenendoli con entrambe le mani. Dare completa attenzione all’atto di dare è un altro modo per mostrare il proprio
rispetto.
L’incenso viene acceso da una candela e, tenendolo tra i due palmi delle mani uniti, si solleva verso la fronte mentre la testa si china lievemente verso le mani. Poi l’incenso viene messo nell’incensiere e completa l’offerta un gesto di anjali verso l’altare. Infine ci si può prostrare tre volte.
Per spegnere le candele, è considerato più gentile usare uno spegni-candele o ventilare con un movimento brusco della mano, piuttosto che soffiarci sopra.
Bisogna comunque tener sempre presente che fare un’offerta all’altare, al Buddha o al maestro è qualcosa di speciale e tutti i nostri gesti devono riflettere il nostro rispetto e la nostra stima.

Prendersi cura dell’altare

Oltre a mantenerlo nitido e pulito, può essere di gran sollievo, quando la mente è sconvolta e agitata, prendere i vari oggetti che sono sull’altare con grande consapevolezza e pulirli: è un atto di devozione e di concentrazione che riporta di nuovo la mente alla pace e a una maggiore equanimità.

Riflessioni di Dharma registrate nel gruppo di meditazione il 22 gennaio 2021.

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