Meditazione sulle sensazioni e la mente che osserva

Ep. 89 Meditazione sulle sensazioni e la mente che osserva

Questa meditazione sulle sensazioni e la mente che osserva ci permette di prendere coscienza della natura delle sensazioni e dell'impatto che hanno su di noi

30 Gennaio 2021

Questa meditazione sulle sensazioni e la mente che osserva fa parte delle meditazioni sui Quattro Fondamenti della Consapevolezza, descritte del Buddha nel Satipatthana Sutta (Majjhima Nikaya 10), che è la somma di tutte le principali meditazioni della pratica buddhista, divise nei quattro fondamentali oggetti di meditazione: corpo, sensazioni, coscienza (la mente), formazioni mentali (i dhamma).

La meditazione può essere anche vista su YouTube:

Le sensazioni

Le sensazioni, in Pāli vedanā, sono quel processo automatico che avviene quando uno dei sensi, inclusa la mente, entra in contatto (in Pāli: phassa) con un oggetto, dando una coloritura all’esperienza, lo si definisce anche tono edonico, etichettandola secondo le categorie di piacevole, spiacevole o né piacevole né piacevole (o neutro).

Perché le sensazioni sono così importanti? Nella descrizione del Buddha dei dodici anelli della coproduzione condizionata (in Pāli: paṭicca samuppāda), le sensazioni arrivano immediatamente prima della produzione della brama (taṇhā), che conduce all’attaccamento (upādāna) e quindi al divenire, alla nascita e alla morte. Questo anello tra sensazioni e brama è quello considerato più debole, su cui è più facile intervenire per interrompere questo ciclo altrimenti infinito di nascita e morte. E’ proprio riconoscendo quello che sta avvenendo in noi, questa coloritura che rischia di modificare in modo inconsapevole il resto dell’esperienza, che possiamo essere liberi di decidere, di fare una scelta.

La mente che osserva

Riconoscendo le sensazioni nel corpo e nella mente, osservandole attentamente, possiamo fare un passo ulteriore nella consapevolezza. Possiamo riconoscere che la mente che sta osservando le sensazioni non è influenzata dalle sensazioni, è stabile, è natura pura. Per facilitare questo aspetto possiamo chiederci: “chi è che sente le sensazioni?”, permettendo al cuore di ascoltare la risposta. E’ tramite l’esperienza diretta che la nostra pratica diventa viva, permettendoci di raggiungere l’oro puro della conoscenza diretta, delle intuizioni profonde.

In aria ci sono i venti

Questa meditazione guidata si basa non solo sugli insegnamenti del Satipatthana Sutta, ma anche su un breve testo molto poetico del Vedanā Saṃyutta, la sezione del Samyutta Nikaya (sono i discorsi del Buddha collegati da un argomento), che rappresenta le sensazioni come il vento:

In aria, monaci, vari tipi di venti soffiano: venti dall’est, dall’ovest, dal nord e dal sud, venti che portano polvere e venti senza polvere, venti caldi e freddi, deboli e forti. Similmente, monaci, così nascono in questo corpo i vari tipi di sensazione: piacevole, dolorosa e neutra.”

Come in aria diversi venti soffiano:
dall’est o dall’ovest, dal nord o dal sud
alcuni portano polvere, altri freddo ed altri caldo,
alcuni sono forti ed altri deboli – il loro soffio è diverso.
Così anche in questo corpo varie sensazioni sorgono:
Sensazioni piacevoli, dolorose e neutre.

Ma se un saggio è ardente e non trascura
la pratica della presenza mentale e della chiara conoscenza,
La natura di ogni volontà delle sensazioni egli capisce,

E avendoli penetrate, sarà libero e puro in questa vita.
Maturo nella conoscenza, attraverso il Dhamma.
Quando la sua vita finisce, il suo corpo si dissolve,
Ogni misura e concetto ha trasceso.

“Akasa Sutta – In Aria”, Samyutta Nikaya, 36.12

Praticare la editazione sulle sensazioni e la mente che osserva

La meditazione è basata sulla scansione del corpo, l’osservazione delle sensazioni nel corpo e poi nella mente, l’investigazione su chi è che sente le sensazioni.

  1. Si inizia con la scansione delle parti del corpo, iniziando dalla cima della testa e progressivamente scendendo sugli occhi, la bocca, il collo fino ai piedi, osservando le sensazioni che arrivano, etichettandole in piacevoli, spiacevoli o né piacevoli né spiacevoli.
  2. Alla fine della scansione, osserviamo allo stesso modo tutto il corpo per intero.
  3. Apriamo quindi la consapevolezza alla mente, osservando le sensazioni che emergono ed etichettandole allo stesso modo
  4. Possiamo ora porci la domanda “chi sente?”, “chi sta provando le sensazioni?”, permettendoci di ascoltare la risposta con il cuore, non dandoci una risposta mentale, ma una più diretta ed intuitiva
  5. Continuiamo così per qualche altro minuto.

Meditazione sulle sensazioni e la mente che osserva registrata nel gruppo di meditazione il 29 gennaio 2021.

Photo by Ryan Stefan on Unsplash

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