Suono del silenzio

Ep. 91 Meditazione sul suono del silenzio e il proprio nome

Meditazione guidata sull'osservazione del suono del silenzio, il suono che si sente quando siamo in silenzio, e del suono del nostro nome.
Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
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Ep. 91 Meditazione sul suono del silenzio e il proprio nome
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Questa meditazione sul suono del silenzio inizia con l’ascolto di tutti i suoni che ci circondano, i suoni delle automobili, delle persone vicine o che passano per strada, gli animali, i suoni del nostro corpo. Possiamo chiamare tutti questi suoni “l’orchestra del Buddha”, la musica della vita.

Normalmente non ci rendiamo conto del concerto di questa “orchestra”, i nostri apparati sensori tendono a cancellare automaticamente le sensazioni ricorrenti. Portando però la consapevolezza sui suoni ci possiamo rendere conto di quanta vitalità ci sia nel mondo e ci possiamo permettere di meditare proprio su questi suoni. Possiamo anche osservare se c’è una reale differenza tra i suoni e chi li ascolta: meditare su questi suoni può essere una porta a intuizioni profonde.

Il suono del silenzio

Possiamo portare poi l’attenzione sui nostri suoni interni. Uno di questi è particolarmente interessante, il suono del silenzio. E’ quel suono che avvertiamo rivolgendo l’attenzione all’udito, una specie di fischio acuto e continuo, che normalmente si avverte solo quando siamo completamente in silenzio.

Ajahn Sumedho ha insegnato una meditazione proprio portando l’attenzione su questo suono, una porta per portare la mente gentilmente ad aprirsi, ad essere ricettiva. Uno dei libri dell’antologia dei suoi discorsi è proprio “Sound of Silence” (anche tradotto in italiano con il titolo “Il Suono del Silenzio“), dove descrive questo suono:

Qualcuno ha definito il suono del silenzio come un ronzio cosmico, un suono di sottofondo scintillante quasi elettrico. Anche se è in corso tutto il tempo generalmente non lo notiamo, ma quando la mente è aperta e rilassata si inizia a sentirlo. Ho trovato questo un riferimento molto utile perché per sentirlo, per notarlo, bisogna essere in uno stato rilassato di consapevolezza. Quando lo descrivo, le persone cercano di trovarlo. Vanno in un ritiro di dieci giorni cercando di trovare il suono del silenzio e poi dicono: «Non riesco a sentirlo, cos’ho che non va? Stanno cercando di trovare questa cosa. Ma non è una cosa che devi trovare: devi solo aprirti ad essa: è la capacità di ascoltare con la mente in uno stato ricettivo, che permette di sentire il suono del silenzio. Non state cercando di risolvere problemi, ma solo di ascoltare. State mettendo la vostra mente in uno stato di consapevolezza ricettiva. La consapevolezza che è disposta a ricevere ciò che è e una delle cose che si cominciano a riconoscere in questo è il suono del silenzio.

Ajahn Sumedho, The Anthology, The Sound of Silence, Volume 4

Il proprio nome

Possiamo usare il suono del silenzio come base per investigare il nostro nome, ripetendolo interiormente sulla base di quel suono. Questa meditazione, descritta nel libro di Ajahn Amaro “L’Ascolto Interiore”, disponibile in ebook sul sito del Monastero Santacittarama, permette di scendere a fondo su questo suono, il suono del nostro nome, per osservare quanta forza dà al nostro senso di sé. Una investigazione davvero interessante!

La Meditazione sul suono del silenzio e il proprio nome

  1. Iniziamo portando l’attenzione sui suoni intorno a noi, ascoltando l’orchestra del Buddha, la musica della vita.
  2. Ascoltiamo i suoni senza cercarli, ricevendoli senza dare un giudizio, senza creare una storia.
  3. Notiamo la loro natura impermanente: come ogni suono sorge, rimane per un po’ e poi svanisce nel silenzio.
  4. Sentiamo come anche la differenza tra chi ascolta e i suoni, tra qui e là, sparisca.
  5. Ora osserviamo il suono del silenzio, il suono acuto che si ascolta rivolgendo l’attenzione all’udito mentre siamo in silenzio.
  6. Ascoltiamone le qualità: se è stabile, se cambia…
  7. Pronunciamo quindi interiormente il nostro nome, più volte, tutto insieme, sillabandolo
  8. Ascoltiamo il suono del silenzio prima all’interno e poi sullo sfondo del nostro nome e infine il suono del silenzio dopo aver ripetuto il nome.
  9. Osserviamo quali qualità susciti quel suono.
  10. È soltanto il suono del vostro nome, così familiare, così consueto per noi; osserviamo cosa accade quando viene calato nel silenzio della mente e per una volta veramente sentito e conosciuto.
  11. Osserviamo quali sono le qualità che arreca, come sblocca l’abitudine a considerarci in un determinato modo: i confini si allentano.
  12. Cos’ha a che fare questo suono con qualcosa di reale? .

Meditazione guidata registrata nel gruppo di meditazione il 5 febbraio 2021.

Photo by Devin Kleu on Unsplash

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