Meditazione sul respiro e sulla pazienza

Ep. 96 Meditazione sul respiro e sulla pazienza

Meditazione sul respiro e sulla pazienza, un'esplorazione guidata sulla curiosità e la pazienza, per fornirci intuizioni profonde sulla vita.

27 Febbraio 2021

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Ep. 96 Meditazione sul respiro e sulla pazienza
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Questa meditazione sul respiro e sulla pazienza è un’esplorazione di come la principale pratica meditazione, quella dell’osservazione del respiro, possa fornirci intuizioni profonde su molti aspetti dalla nostra vita.

In questa meditazione si sviluppa l’osservazione con calma concentrata, attenta, sul processo del respiro. Si può portare l’attenzione su dove riusciamo a percepire meglio l’entrata e l’uscita dell’aria: potrebbe essere l’ingresso delle narici, il collo, l’alzarsi e abbassarsi del torace o dell’addome, ma potremmo anche sentirlo in tutto il corpo, al centro della testa, nella postura della schiena che viene influenzata dalla respirazione.

Curiosità

La meditazione sul respiro è un inno alla curiosità: com’è questo respiro? E’ lungo, è corto? E’ comodo, è scomodo? E’ come il precedente, è cambiato? Dove sento questo respiro? E’ un vero e proprio addestramento all’osservazione: si scopre che ogni respiro è fatto a sé, è unico − una volta andato via non ci sarà mai più proprio quel respiro, si scopre come ogni respiro impatta su tutto il corpo e anche sulla mente. E’ anche un addestramento alla curiosità: se impariamo ad essere curiosi osservando una cosa così scontata come il respiro, che ci accompagna da tutta la vita, quanto potremo mettere in pratica questa acutezza, questa capacità di penetrare, sul resto degli eventi della nostra vita?

In questo modo la meditazione sul respiro e sulla pazienza diventa palestra per sviluppare l’organo della curiosità!

Pazienza

Ma perché serve la pazienza per sviluppare la curiosità? Durante l’osservazione del respiro capiterà innumerevoli volte di distrarci, seguendo un pensiero, un ricordo, una preoccupazione, o anche un dolore fisico, un fastidio, un prurito. Quando questo accade, possiamo con gentilezza e, appunto, pazienza riportare l’attenzione sul respiro.

La pazienza è quindi onestà: essere capaci di osservare quando ci distraiamo.

Questo riportarci indietro alla pratica è però soltanto un primo passo: potremo anche osservare in quel momento se è sorta in noi il fastidio, la rabbia per esserci distratti. La meditazione diventa così la via per sviluppare la gentilezza e la compassione, come ci insegna Pema Chödrön in un insegnamento sulla pazienza come risposta alla raggia e all’aggressione:

Possiamo reprimere la rabbia e l’aggressività o agire, peggiorando le cose per noi stessi e per gli altri. Oppure possiamo praticare la pazienza: aspettare, sperimentare la rabbia e indagare la sua natura.

Pema Chödrön, dal sito di Lion’s Roar
La monaca buddhista Pema Chödrön, scrittrice di numerosi ed eccezionali libri di Dharma

La pazienza è quindi coraggio. Si riduce l’aggressione, si va verso la pace. Si conosce così l’energia dell’insoddisfazione, della rabbia, dell’aggressione e si va verso la cessazione della sofferenza. E questo si può sperimentare anche semplicemente osservando le nostre reazioni alle distrazioni. Ancora meditare è una forma di palestra, per sviluppare la nostra capacità di essere portatori di pace, così necessaria in ogni momento della nostra vita.

Non è sorprendente che nel buddhismo la pazienza, khanti in lingua Pāli, sia uno dei dieci pāramī, le dieci perfezioni spirituali. Khanti vuol dire pazienza, tolleranza, sopportazione, accettazione, tutte qualità assolutamente salutari. Per approfondire questo tema si può leggere il bellissimo libro di Ajahn Sucitto,- “PĀRAMĪ, le perfezioni“, disponibile in italiano per il download gratuito dal sito del Monastero Buddhista Santacittarama.

Meditazione sul respiro e sulla pazienza

  1. Iniziamo portando l’attenzione sulla nostra postura, cercando di trovare una posizione comoda, stabile, con la schiena il più possibile eretta e la testa allineata ad essa, come se un filo che esce dalla cima della testa ci tendesse verso l’alto.
  2. Portiamo tre lunghi respiri, per trovare più facilmente la calma
  3. Iniziamo osservando il respiro, l’aria che entra e l’aria che esce. Possiamo sentirlo all”ingresso delle narici, nel collo, nell’alzarsi e abbassarsi del torace o dell’addome, ma anche in tutto il corpo, al centro della testa, nella postura della schiena che viene influenzata dalla respirazione.
  4. Quando ci distraiamo, pazientemente ringraziamoci per aver sviluppato l’attenzione ma osservando se c’è irritazione, fastidio, rabbia per esserci distratti. In ogni caso, lasciamo andare e riportiamo l’osservazione sul respiro.
  5. Continuiamo così, osservando la pace crescente nel corpo e nella mente

Meditazione guidata registrata nel gruppo di meditazione di Terrapura il 27 febbraio 2021.

Photo by Sage Friedman on Unsplash

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