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Meditazione sulle cause e gli effetti

Una meditazione per riconoscere le cause degli effetti, dell'esistenza dei fenomeni, e non vedere le cose come esistenti per sé. Possiamo toccare l'effetto liberatorio che ne deriva, la serenità di non vivere questa vita "troppo personalmente"

2 Ottobre 2020

Il Buddha ci ha insegnato questi quattro versi che sono la sintesi della catena causale:

Quando c’è questo, c’è quello
Con il sorgere di questo, quello sorge
Quando questo non c’è, non c’è quello
Con la cessazione di questo, quello cessa di esistere.
AN 10.92

Sono la sintesi del paticca samuppada, la catena della dipendenza condizionata, che inizia con l’ignoranza, che condiziona e genera i fenomeni condizionati, che generano la coscienza, che genera mente e corpo, che generano le basi sensoriali (i cinque sensi e la mente), che generano il contatto, e poi la sensazione, poi la brama, che genera la fonte di dukkha – l’attaccamento, da cui il voler divenire, che dà luogo alla nascita, che inevitabilmente porta a vecchiaia e morte. Come insegna il Buddha, chi vede il Dhamma vede il paticca samuppada e chi vede il paticca samuppada vede il Dhamma.

Comprendere a fondo la catena causale, in pali idappaccayatā , è quindi davvero importante.
Non basta però la conoscenza intellettuale, ma possiamo usare questa meditazione per praticarla e fare nostra questa conoscenza profonda.

Riflessioni registrate nel gruppo di meditazione il 2 ottobre 2020.

Photo by Hasan Almasi on Unsplash


Meditazione sulle cause e gli effetti
Terrapura

 
 
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