Donna e fuoco

Ep. 62 Riflessioni di Dharma sul Sermone del Fuoco

Riflessioni di Dharma sul Sermone del Fuoco, su come i sensi e i pensieri siano a fuoco, agitati, e la ragione di questa agitazione

24 Ottobre 2020

Terrapura: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo
Ep. 62 Riflessioni di Dharma sul Sermone del Fuoco
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Queste riflessioni di Dharma partono dal terzo insegnamento del Buddha, il Sermone del Fuoco, che il Beato diede a mille monaci seguaci di una scuola di adorazione del fuoco.

Puoi trovare una meditazione guidata basata su questo sutta, “Meditazione guidata sull’apprezzare gli eventi della vita“.

Tutti i sensi, compresa la mente, ci insegna il Buddha, bruciano mediante il fuoco dell’attaccamento, dell’avversione e dell’illusione, i tre veleni che sono alla base della continua presenza dell’insoddisfazione e del dolore, di dukkha. Ma sebbene sia questi i mezzi del fuoco, la ragione per cui il fuoco c’è è la nostra nascita, che porta alla vecchiaia, al dolore e, alla fine, alla morte.

Questo insegnamento di Dharma del Buddha sembra incredibilmente pessimista, ma in realtà è un gioiello prezioso, perché ci indica che, in quanto umani, siamo soggetti a questo fenomeno, a questo processo, ma che possiamo fare qualcosa per interromperlo. Che cosa? Usando la retta consapevolezza, riconoscere che quello che tocchiamo, percepiamo, sentiamo e pensiamo non è esattamente quello che realmente è, ma che lo stiamo costruendo con la nostra mente, e che questa costruzione non è reale e possiamo farla decantare alla luce della calma profonda della coscienza. Così il fuoco andrà a placarsi, e magari potremo guardarlo con affetto, come guardiamo il fuoco di un caminetto di inverno.

SN 35.28: Adittapariyaya sutta – Il sermone del fuoco

Così ho sentito. Una volta il Beato soggiornava presso Gaya, sul colle Gayasisa, insieme a mille monaci. Ivi rivolgendosi ai monaci disse:
“ Monaci, tutto brucia! E cosa brucia, o monaci?
La vista brucia, o monaci, le forme ed i colori bruciano, la coscienza visiva brucia, il contatto visivo brucia, e qualsiasi sensazione sorga in dipendenza dal contatto dell’occhio con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.
L’udito brucia, o monaci, i suoni bruciano, la coscienza uditiva brucia, il contatto uditivo brucia, e qualsiasi sorga in dipendenza dal contatto dell’orecchio con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.
L’olfatto, o monaci, brucia, gli odori bruciano, la coscienza olfattiva brucia, il contatto olfattivo brucia, e qualsiasi cosa sorga in dipendenza dal contatto del naso con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.
Il gusto, o monaci, brucia, i sapori bruciano, la coscienza gustativa brucia, il contatto gustativo brucia, e qualsiasi cosa sorga in dipendenza dal contatto della lingua con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.
Il tatto, o monaci, brucia, le sensazioni tattili bruciano, la coscienza tattile brucia, il contatto del corpo brucia, e qualsiasi cosa sorga in dipendenza dal contatto del corpo con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.
La mente, o monaci, brucia, gli oggetti della mente bruciano, la coscienza mentale brucia, il contatto mentale brucia, e qualsiasi cosa sorga in dipendenza dal contatto della mente con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.”

Così insegnò il Beato e i monaci, rallegrati, furono felici di ascoltare le sue parole. Mentre tale spiegazione veniva impartita, le menti dei mille furono liberate dagli influssi impuri grazie al non attaccamento.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Ñanamoli Thera. Tradotto in italiano da Enzo Alfano, ripreso da CanonePali.net

Riflessioni di Dharma registrate nel gruppo di meditazione il 23 ottobre 2020.

Photo by Vadim Sadovski on Unsplash

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