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Riflessioni di Dharma sulla rabbia e la sua trasformazione

La rabbia è spesso un ospite della nostra mente. E' una forza potente ma che spesso è condizionata dall'ignoranza. Vediamo come trasformarla.

9 Ottobre 2020

La rabbia è uno dei cinque impedimenti, nivarana in lingua pali, al raggiungimento del samadhi, della calma meditativa profonda. È anche uno stato mentale particolarmente disturbante della nostra vita quotidiana. Sebbene la rabbia possa essere un’energia positiva che ci indica situazioni in cui è opportuno intervenire, per lo più è come un fiume che esonda e ci trascina verso comportamenti non salutari.

Il Buddha ha composto molti versi sulla rabbia, al punto che ve n’è una un’intera sezione del Dhammapada. Riportiamo qui due versi particolarmente diretti, in cui il Beato ci indica come si sta contenendo (e non eliminando!) la rabbia, e una magnifica indicazione di trasformazione.

222
Chi sa contenere la rabbia
come un auriga controlla
il carro in corsa
tiene in pugno le redini della sua vita;
gli altri tutt’al più ci posano sopra le mani.

223
Trasforma la rabbia con la gentilezza
e il male col bene,
la grettezza con la generosità
la falsità con la rettitudine.”

“Dhammapada Per La Contemplazione”, traduzione di Ajahn Munindo.

Per trasformare la rabbia possiamo usare la meditazione di gentilezza amorevole, mettā, per calmare questo fuoco e permetterci di andare dritti nella nostra direzione, proprio come l’auriga citato dal Buddha.

Riflessioni registrate nel gruppo di meditazione il 9 ottobre 2020.

Photo by Patrice Audet on Unsplash

Riflessioni di Dharma sulla rabbia e la sua trasformazione
Terrapura

 
 
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