Due aspetti della vita

Racconto: Due aspetti della vita

Un racconto sulla vita raccontata da due lati, quello umano e quello degli alberi. Cosa potranno dirsi? Riusciranno a conoscersi?

4 Aprile 2021

Un altro racconto per l’abituale competizione di Minuti Contati di gennaio 2021, dove è stato proposto di scrivere un racconto breve a partire dal tema “Gli oggetti nello specchio sono più vicini di quanto appaiono”. Ed ecco quello che ho scritto… 

Due aspetti della vita

Mi sento nascere, sono pieno di vita! Al fianco i miei fratelli crescono con me, vivaci e sempre in movimento. Siamo così tanti! A volte mi sporgo verso qualcuno di loro, ruoto, ruoto finché non ci tocchiamo, e poi torno a giocare da solo. Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, mentre mio padre mi guarda e mi protegge. 

*

Oggi siamo usciti tutti e tre: io, Anna, la mia ragazza, e sua sorella. Abbiamo camminato lungo il lago, poi Anna è si è stancata, sempre più rossa in viso, sempre più sudata; siamo andati a cercare l’ombra. Abbiamo trovato una quercia enorme vicino l’acqua. Ci siamo fermati a mangiare là sotto, poggiati su quel grande tronco. Sembrava di essere al cospetto della storia: chissà quante centinaia di anni che è qui, chissà quante persone vi saranno passate sotto. 

*

Credo di aver visto dei fantasmi. Mi sono apparsi a fianco, forse due, forse tre, senza vedermi, senza toccarmi. Sono scomparsi in un istante. Poi sono riapparsi, seduti vicino a mio padre, forse volevano parlare con lui, ma l’attimo dopo erano scomparsi di nuovo. 

*

Dalle ghiande cadute sono cresciuti molti piccoli alberelli. La sorella di Anna ha provato a prenderne uno, voleva piantarlo a casa, ma quando lo ha tirato si è spezzato, senza radici, così l’ha gettato via. Voleva provare a prenderne un altro, ma Anna le ha detto di lasciar stare, che gli alberi stavano bene dov’erano cresciuti. 

*

Dove è passato un fantasma, uno dei miei fratelli è scomparso. Forse quel fantasma era mio fratello che si è trasformato? Ma allora gli altri fantasmi, chi sono? 

Ho provato a sporgermi dov’era prima, ma ogni volta sento la sua assenza, mi manca qualcosa. Per oggi starò meglio così, fermo. 

*

Così tanto lavoro che questa settimana sembrava non finire mai. Siamo usciti con Anna a comprare degli scarponcini, quando siamo tra gli alberi ci sentiamo molto più vivi, vogliamo uscire più spesso. 

Anna ha scattato delle foto del lago e del bosco, questa sera le abbiamo viste seduti sul divano. Ci siamo anche noi nelle foto, qualche volta la luce ci ha colorati di verde. Chissà, forse in quel momento eravamo alberi anche noi! 

*

Sono sempre più alto. Chissà cosa ne pensa papà. Lo sento ogni momento accanto a me, accanto a tutti noi. Ma voglio diventare più alto di tutti, non fermarmi mai! Lasciarmi andare nel vento, l’aria tutto intorno a me. 

Sento che l’aria è mia amica, mi piace sentire il suono delle foglie quando arriva e passa. Riesce a farci parlare, a farci dire cose bellissime. 

*

Oggi siamo andati dal nostro albero, ma passando dall’altra parte del lago. Lo vedevamo allungare i rami sull’acqua. I riflessi lo raddoppiavano, stando sdraiati sembrava di vedere dovunque foglie, dovunque rami, tutto immerso nell’acqua. Alla fine ci siamo addormentati cullati dal suono del vento tra le foglie, l’aria piena di odori freschi, piena di vita. 

*

Ho scoperto che posso danzare! Un mio fratello più piccolo sta proprio sotto di me, prova ad avvicinarsi, ma io non posso smettere di danzare. Ogni movimento è un respiro; ondeggio e mi lascio andare; la luce cambia colore ogni momento, io cambio con la luce. Finché non scompare. Chissà se tornerà ancora.

*

Quando ci siamo svegliati, era quasi notte. Tornando a casa, abbiamo toccato tutti i tronchi che abbiamo incontrato, uno per uno. Poi ci siamo toccati tra di noi, come se fossimo anche noi alberi, così stabili, così alteri. Ma è durata poco, perché ci è venuto da ridere e abbiamo iniziato a baciarci e correre, correre, incontrarci e baciarci ancora. Chissà perché il bosco ci fa questo effetto!

*

La luce è tornata, ma poi è andata via quasi del tutto, ed è arrivata l’acqua, la pioggia. Ho paura che mi possa ferire. La sento che mi colpisce dappertutto. Mi rinvigorisce, ma ho ancora paura. Un tocco, poi un altro. Scivola, mi avvolge. Non mi fa male. Oggi non posso danzare, ma non importa, posso sentire tutta l’energia che questa nuova amica mi dà. 

*

Quell’albero ci ha davvero incantati. Questa volta siamo tornati solo io e Anna. È arrivata la pioggia, ma ci siamo riparati sotto la protezione dell’albero. Ci siamo sdraiati, guardati, baciati. Anna ha dato un bacio anche ad una delle piantine nate dalle ghiande. Forse pensava che si sarebbe trasformata in un principe! 

*

Continuano a passare quei fantasmi, veloci come le nuvole, senza sostanza. Una volta un fantasma mi ha toccato. È stato strano, era duro e al tempo stesso impalpabile, ma mi è piaciuto. 

Ma ora ho voglia di riposarmi, se pure torneranno non me ne importerà. 

Voglio solo crescere e diventare una grande quercia, come papà.

*

Sta arrivando l’inverno. Fa freddo, per ora meglio stare a casa. Anna mi ha consolato dicendomi che con la primavera potremo tornare al lago, a baciarci sotto il nostro albero. Sappiamo che ci aspetterà. Chissà se qualcuno di quegli alberelli è riuscito a crescere, magari proprio quello che Anna ha baciato, il nuovo principe al cospetto dal grande re. 

Una ghianda diventa una quercia, bellissimo time-lapse

Photo by Nitish Kadam on Unsplash

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